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Coronavirus: Ordini Milano, prorogare scadenze al 30 giugno

(ANSA) – ROMA, 28 FEB – “Gentilissimo presidente Giuseppe
Conte, come rappresentanti di oltre 150.000 professionisti e
punto di riferimento nei differenti ambiti della societa’ civile,
riteniamo indispensabile sollecitare l’estensione delle misure
economiche e fiscali adottate nella ‘zona rossa’, anche alle
aree identificate come ‘gialle’ ed in particolare alla Citta’
metropolitana di Milano”. E’ l’appello rivolto al governo, al
presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e al sindaco
di Milano Giuseppe Sala dagli Ordini dei commercialisti, dei
giornalisti, degli avvocati, dei medici, degli ingegneri, dei
farmacisti e degli psicologi del capoluogo lombardo, in
relazione alla emergenza Coronavirus. Nella missiva si invoca,
innanzitutto, la “proroga di tutti gli adempimenti fiscali al 30
giugno”. “Le limitazioni imposte, a tutela
della salute, sia in ambito territoriale, che nel contesto
internazionale, stiano provocando ingenti danni a livello
economico e notevoli tensioni finanziarie sia per le imprese che
per i cittadini. Solo a titolo di esempio, in questi giorni
negli alberghi milanesi, secondo stime di Federalberghi,
l’occupazione delle camere e’ circa il 20%”, e permane una
“situazione critica anche per i pubblici esercizi che, secondo
stime della Fipe, la Federazione italiana pubblici esercizi, in
alcune aree registrano un calo nel fatturato con punte fino
all’80% fra restrizioni, crollo del flusso turistico e della
domanda di consumi alimentari fuori casa”, mettono in evidenza
gli Ordini professionali di Milano nella lettera firmata dai
presidenti Marcella Caradonna (commercialisti), Bruno Finzi
(ingengeri); Alessandro Galimberti (giornalisti), Andrea
Mandelli (farmacisti), Vinicio Nardo (avvocati), Laura Parolin
(psicologi) e Roberto Carlo Rossi (medici e dentisti). E, avendo
invocato lo slittamento al 30 giugno prossimo di tutti gli
obblighi fiscali ed economici in genere, sottolineano come
“l’impatto recessivo di questo evento si inserisca in una fase
gia’ di stagnazione economica e rischia, quindi, di trasformarsi
in una vera e propria emergenza sociale. Urge, dunque, un
intervento deciso ed immediato che attutisca le ripercussioni
per le imprese e le famiglie”, chiudono i professionisti
lombardi. (ANSA).

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